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In questa sezione troverete articoli in oro giallo, bianco e rosa di manifattura ITALIANA.
Tutti i prodotti sono garantiti e di ottima qualità e, soprattutto, realizzati dalle mani di abili artigiani secondo la tradizione, la cultura e l'esperienza dell'oreficeria italiana.
Il Made in Italy è una garanzia di bellezza, qualità e tutela del lavoro.
Supportiamo i nostri prodotti nazionali.
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ORO
Il nostro negozio tratta gioielli in oro 18 carati, nelle varianti giallo, bianco e rosso con pietre, perle e diamanti, di Manifattura Italiana (in questa sezione) e di Tendenza come COMETE GIOIELLI (nella sezione Articoli di Tendenza).
ORO GIALLO
Valore commerciale
Come gli altri metalli preziosi, l'oro è quotato al grammo o all'oncia. Quando è in lega con altri metalli, la sua purezza è misurata in carati con una scala che fissa a 24 carati l'oro puro. Un altro modo comune di indicarne la purezza è l'uso di un valore compreso tra zero e uno a tre cifre decimali o una frazione in millesimi (18 carati ≡ 18/24 ≡ 0,750 ≡ 750/1000 ≡ 75%)
Il prezzo dell'oro è fissato dai mercati, tuttavia dal 1919 la borsa di Londra stabilisce due volte al giorno un prezzo di riferimento (il cosiddetto fixing dell'oro).
Dal 1968 il prezzo dell'oro sui mercati ha subito ampie oscillazioni, con un record massimo di 850 $/oncia (27,3 $/g) il 21 gennaio1980 ed un minimo di 252,90 $/oncia (8,131 $/g) il 21 giugno1999 (fixing di Londra). Il prezzo è salito a 420 $/oncia (8,131 $/g) nel 2004 a causa della svalutazione del dollaro statunitense; il prezzo dell'oro in altre valute - ad esempio l'euro - ha subito nello stesso periodo un aumento inferiore, comunque consistente, al 10% dalla quota di 330 €/oncia (10,6 €/g). La massa di dollari attualmente circolante esclude la possibilità di un ritorno a livello internazionale a un sistema valutario di cambi fissi.
L'oro costituisce a volte parte di un investimento finanziario, data la stabilità del suo valore commerciale a lungo termine; proprio per questa stabilità la speculazione sull'oro diventa particolarmente appetibile quando la fiducia in una valuta viene meno e quando il valore di una valuta è soggetto ad iperinflazione. Il prezzo dell'oro è anche alla base di futures con cui si specula sul suo ipotizzato valore futuro. Dalla nomina di Bush a presidente degli USA il prezzo di un'oncia è passato da 200 dollari a 540 dollari. Il valore dell'oro è fortemente influenzato dall'offerta, motivo per cui la sua estrazione è ponderata attentamente: incrementarne la produzione significa spesso farne crollare il prezzo.
Quotazione oro 24 carati
it.advfn.com/materie-prime/
Per saperne di più
it.wikipedia.org/wiki/Oro#Caratteristiche
Applicazioni
L'oro puro è troppo tenero per poter essere lavorato normalmente; viene indurito legandolo ad altri metalli, rame e argento sopra tutti. L'oro e le sue leghe sono usati in gioielleria, nel coniare monete e sono uno standard di cambio valutario per molte nazioni. Per via della sua resistenza alla corrosione ed alle sue notevoli proprietà elettriche ha trovato sempre più spazio anche in applicazioni industriali.
ORO VERDE (lega con l'argento)
ORO ROSSO (lega col rame)
ORO BIANCO
E' una lega con platino, oppure palladio, nichel, zinco e funge da sostituivo del platino puro in alcune applicazioni ed in gioielleria; inoltre l'oro bianco è il metallo in assoluto con il più basso valore del coefficiente di dilatazione termica.
IL PLATINO
Puro
I gioielli in platino sono generalmente puri al 95%. A confronto l'oro a 18 carati è puro al 75%. Nessun metallo in gioielleria è completamente puro e tutti hanno una lega, cioè una miscela di altri metalli. Il platino ha poche leghe, per questo è così puro che non cambia aspetto o colore e mantiene la propria brillantezza per anni. La pura e bianca luminosità del platino riflette in maniera ideale la bellezza dei diamanti, assicura la miglior tenuta per le pietre preziose ed è un perfetto complemento all'oro giallo. La purezza del platino è inoltre ideale per la pelle perché, al contrario di alcune leghe presenti in altri metalli, non causa alcuna reazione allergica.
Raro
Il platino è 30 volte più raro dell'oro e si trova in pochissimi giacimenti al mondo, soprattutto in Sud Africa e Russia e, in quantità molto minori in Zimbabwe, Canada e Sud America. Ogni anno circa 90 tonnellate di platino vengono trasformate in gioielli, a confronto delle 2.700 tonnellate d'oro. Occorrono 8 settimane e 10 tonnellate di roccia per produrre una singola oncia (31,1 grammi) di platino, mentre si estraggono solo cinque tonnellate per ottenere la stessa quantità d'oro. Inoltre le miniere di platino sono molto meno numerose. Il rapporto con le miniere d'oro è di 10 a 1.
Il platino è considerato più prezioso dell'oro. Il suo prezzo è legato alla sua disponibilità e generalmente è più del doppio di quello dell'oro.
Quotazione platino
it.advfn.com/materie-prime/
Per saperne di più
it.wikipedia.org/wiki/Platino
Eterno
La densità e il peso specifico del platino lo rendono più duraturo di altri metalli. Un cubo di 15 cm di platino pesa 75 Kg, più o meno il peso di una persona. Il platino è inoltre resistente al calore e agli acidi e ha un punto di fusione molto elevato: 1.768°C. Il platino non si consuma e offre garanzie superiori di sicurezza per l'incastonatura delle pietre preziose. Alcune delle gemme più preziose del mondo sono incastonate in platino, come il famoso diamante Koh-i-Noor, che fa parte dei gioielli della Corona inglese. Tutti i metalli preziosi si segnano e il platino non fa eccezione. Tuttavia, mentre l'oro si segna per dispersione e col tempo si consuma e riduce parzialmente il suo volume, il platino si segna per compressione e non perde assolutamente peso. Quando compaiono dei segni evidenti su una superficie di platino, un gioielliere qualificato può provvedere alla lucidatura.
Versatile
Oltre alla resistenza e alla densità, il platino ha un'altra considerevole caratteristica - la duttilità. Il platino è così duttile che con un grammo di metallo si può produrre un filo lungo quasi 2 Km. Questa qualità, abbinata alla sua durezza, ha permesso ai gioiellieri di utilizzare il platino per creare dei pezzi e delle lavorazioni straordinarie che non avrebbero potuto essere realizzate con altri metalli preziosi.
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PIETRE
Si riportano di seguito alcuni siti interessanti e curiosi sulle pietre preziose e no ed il loro utilizzo.
www.gemstone.org/gem-by-gem/gem-by-gem-italian.html
www.manipura.it/SdT/Cristalli,Piex.html
www.manipura.it/Cristalloterap/
www.manipura.it/Cristalloterap/pietre_e_crisx.html
IL DIAMANTE
Il diamante è un materiale che si trova in natura ed è composto totalmente da carbonio, come ad esempio la grafite delle matite ma, avendo una struttura molecolare molto compatta, è anche l’elemento più duro che si conosca.
Per questa caratteristica, la maggior parte del materiale estratto viene utilizzato per scopi industriali e solo una piccola parte viene impiegata in gioielleria poiché raramente gli esemplari rinvenuti sono sufficientemente trasparenti ed incolori per questo utilizzo.
L’unico sistema per lavorarlo è di utilizzare attrezzi di diamante.
Attualmente il maggior produttore è l’Australia, seguita dalla Russia e da vari stati africani fra cui il Sud Africa le cui miniere sono state le prime ad essere sfruttate
ALcuni diamanti celebri
Briolette : diamante di 90,38ct, gemma che sarebbe stata acquistata in Asia minore da Eleonora d'Aquitania nel 1145. Ricomparve secoli dopo presso il famoso gioielliere Cartier e successivamente da Harry Winston che la incastonò in una collana di 157 diamanti che fu donata alla moglie di un finanziere canadese. Ora dovrebbe trovarsi in Europa.
Cullinan : si tratta del diamante più grande mai rinvenuto. Il suo peso era di 3106ct. La pietra grezza fu tagliata nel 1908 ad Amsterdam e ci vollero ben 8 mesi. Si ricavarono il Cullinan I, a forma di goccia e dal peso di 530,20ct , e il Cullinan II, tagliato a cuscino e dal peso di 317,40ct. Si ricavarono altri diamanti di caratura ragguardevole ma inferiore.Tutti questi diamanti furono incastonati nello scettro britannico, nella corona imperiale e nella corona della regina d 'Inghilterra.
Hope : rarissimo diamante di colore blu intenso vellutato e dal peso di 44,52ct. Famoso per la fama di portatore di disgrazia ai suoi possessori. Tra i possessori ricordiamo Luigi XVI e Maria Antonietta. Ora lo si può ammirare alla Smithsonian Institution di Washington.
Tiffany : diamante di colore giallo-oro, tagliato a cuscino e dal peso di 128,51ct. Il nome fu dato dal gioielliere Charles Lewis Tiffany di New York. Fu incastonato in un girocollo insieme ad altri diamanti incolori. Nel 1983 è stato stimato 12 milioni di dollari.
LE 4 C
Fino a qualche anno fa, chi era interessato all’acquisto di un diamante, si doveva fidare ciecamente dell’esperienza e dell’onestà del suo interlocutore.
Negli ultimi anni invece, a livello mondiale, sono stati messi a punto criteri rigidi per classificare le pietre e questo è un ottimo sistema per cautelare l’acquirente.
Con questo, rimane importante la figura di chi vende che deve rimanere in ogni caso esperto ed onesto per fare da “interprete” verso chi è interessato all’acquisto.
Propriamente, le 4C, stanno ad indicare le 4 caratteristiche principali con le quali si classificano i diamanti e cioè (in lingua inglese):
- Carat (Peso)
- Colour (Colore)
- Clarity (Purezza)
- Cut (Taglio)
PESO IN CARATI (Carat weight)
Come tutte le pietre preziose, il peso (e perciò la grandezza) di un diamante è espresso in carati. La parola carato ha origine come unità di peso naturale: i semi dell'albero del carrubo. I diamanti erano per tradizione pesati con questi semi, fino a quando il sistema fu unificato ed un carato fissato a 0,2 grammi (un quinto di grammo).
Un carato è diviso in 100 "punti". Perciò un diamante di 25 punti pesa un quarto di carato, ovvero 0,25 carati. Ecco alcuni esempi che mostrano la grandezza approssimativa rispetto al peso.

PUREZZA (Clarity)
Quasi tutti i diamanti contengono minute tracce di carbonio non cristallizzato, l'elemento dal quale sono stati originati. Molte non sono discernibili ad occhio nudo e hanno bisogno di essere ingrandite per diventare visibili. Sono chiamate inclusioni, e sono le impronte digitali naturali che fanno di ogni diamante un pezzo unico. In ogni caso, meno inclusioni ci sono, più rara è la gemma.
Purezza è perciò il termine usato per indicare fino a quale grado il diamante acquistato è privo di tali imperfezioni.Vi sono tre principali sistemi di graduazione internazionali per classificare i diamanti: GIA, CIBJO e HRD. Un diamante privo di inclusioni sia all'interno che all'esterno è classificato IF "puro" dal sistema GIA; l'altro sistema usa il termine "puro alla lente" o "internamente puro". Al di sotto di questo grado di classificazione i sistemi si equivalgono.
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SIGLA
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INGLESE
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DESCRIZIONE
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IF
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Internally Flawless
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Internamente Pura: esente da caratteristiche interne visibili a 10x
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VVSI1/VVSI2
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Very Very Small Inclusion
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Inclusione lievissima (difficilissima da vedere con una lente a 10x.)
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VSI1/VSI2
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Very Small Inclusion
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Inclusione molto piccola (difficile da vedere con una lente a 10x)
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SI1/SI2
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Small Inclusion
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Inclusione piccola (visibile facilmente con una lente a 10x)
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P1/P2/P3
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Piquet
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P1 (I1) (I° Piqué ): Inclusioni visibili immediatamente con una lente a 10x e difficili da rilevare ad occhio nudo attraverso la corona.
P2 (I2) (II° Piqué ): Inclusioni grandi e numerose, facilmente visibili a occhio nudo attraverso la corona.
P3 (I3) (III° Piqué): Inclusioni grandi e numerose, molto facilmente visibili a occhio nudo attraverso la corona. Riduzione sensibile della brillantezza del diamante.
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COLORE (Colour)
I diamanti sono classificati in base ad una scala di colore stabilita dal Gemological Institute of America (GIA). La scala varia da D (privo di colore) a Z (giallo). I colori fancy si riferiscono a tonalità come rosa, blu, giallo e molto raramente rosso. I colori fancy non sono compresi all'interno di questa scala di colori e sono considerati estremamente rari.
quando un raggio di luce bianca incide su un qualsiasi minerale, questo, per fenomeni di riflessione e di rifrazione, può assumere una certa colorazione. A questi fenomeni non si sottrae il diamante che, essendo un materiale allocromatico, in particolari condizioni ha la possibilità di assorbire certe lunghezze d’onda (equivale a dire colori) e di rifletterne altre.
Per i diamanti si può effettuare una differenziazione netta fra quelli appartenenti alla cosiddetta "serie del Capo" (che include tutte le pietre comprese fra quelle perfettamente incolori sino a quelle giallastre) e quelli di colore fantasia. Attualmente per i diamanti della "serie del Capo", le scale di riferimento per la classificazione del colore sono quelle del GIA (Gemmological Institute of America), di facile ed inequivocabile applicazione in quanto utilizza le lettere dell’alfabeto dalla D alla Z, e quella IDC-CIBJO (International Diamond Council-Confédération Internationale de la Bijouterie, Joaillerie, Orfèvriere, des Diamantes, Perles et Pierres) dove al termine bianco (non adatto per un materiale spesso incolore) vengono aggiunti una serie di aggettivi (vedere la tavola relativa).In Italia le normative in adozione dell’UNI seguono la scala GIA.



La determinazione del colore di un diamante è certamente un’operazione delicata. L’occhio umano , quando è allenato, è in grado di affrontare questo esercizio con buona attendibilità avendo a disposizione una serie di diamanti correttamente graduati da utilizzare come pietre di paragone ("master diamonds").
Esistono anche particolari strumenti denominati semplicemente "colorimetri", che coadiuvano la determinazione del colore, al momento però risultano scarsamente affidabili per testare delle pietre che evidenziano la fluorescenza. Talvolta la fluorescenza è talmente manifesta da far assumere alle pietre un aspetto lievemente lattiginoso o anche petrolaceo.
Come già detto il diamante un materiale allocromatico, ossia il suo colore può dipendere da atomi estranei contenuti nel suo edificio cristallino, ma anche da difetti o da dislocazioni della sua struttura cristallina.
I diamanti con colori definiti fantasia hanno insolute colorazioni, con una vasta gamma di estensione: tutti i colori sono in teoria possibili: Sono molto ricercati dai collezionisti e raggiungono prezzi molto elevati.
TAGLIO (Cut)
Di tutte le quattro caratteristiche (4C), il taglio è quella più influenzata dall'uomo. Le altre sono dettate dalla natura. Il taglio del diamante influenza profondamente lo scintillio ed il fuoco, perciò è l'abilità del tagliatore che rivela la bellezza della gemma.
Il taglio è ciò che permette al diamante di sprigionare la massima quantità di luce.
1) In un diamante tagliato correttamente la luce viene riflessa dalle faccette del padiglione in modo che fuoriesca dalla parte superiore del diamante.
2) Se un diamante viene tagliato con un padiglione troppo profondo, una parte della luce si perde uscendo dalla parte opposta del padiglione stesso.
3) Se il padiglione è troppo piatto la luce esce prima che possa essere riflessa.
La precisione e la raffinatezza con cui viene tagliato un diamante determinano la sua brillantezza, il suo fuoco e la sua bellezza. La forma scelta per il taglio viene determinata dal tagliatore in base ad un abile studio della forma del diamante grezzo. Per l'acquirente è soltanto una questione di gusto individuale e la scelta è limitata solo dall'abilità e l'immaginazione del tagliatore.Il taglio a brillante è la forma più conosciuta, ma esiste un'ampia varietà di altre forme che spazia dalle più tradizionali a marquise, goccia, smeraldo, ovale, baguette o cuore sono alle più fantasiose e creative.Qual è la differenza fra diamante e brillante?
La risposta è molto semplice: il diamante è la materia prima mentre il brillante è il tipo di taglio con almeno 57 faccette.Il taglio brillante viene utilizzato su ogni tipo di gemma, si ha così, per esempio, un rubino taglio brillante. Quando però si parla di brillante senza ulteriori specificazioni, si intende un diamante tagliato a brillante. Anche se molto meno diffusi, esistono altri tipi di taglio come l’Ovale, a Navette (o Marquise), a Goccia, a Smeraldo, a Cuore, a Carrè, a Baguette ecc.

Studi approfonditi a livello internazionale hanno portato a determinare gli elementi che risultano fondamentali per la valutazione ottimale del taglio di un diamante:
Table diameter percentage
- La proporzione della larghezza della tavola rispetto al diametro della forma del taglio brillante (rotondo)
Crown height percentage
- La proporzione dell’altezza della corona rispetto al diametro della forma del taglio brillante (rotondo)
Pavillon depht percentage
- La proporzione della profondità del padiglione rispetto al diametro della forma del taglio brillante (rotondo)
L’angolo della corona e l’angolo del padiglione sono della più grande importanza per il riflesso ed il fuoco del diamante.
Gli angoli non sono misurati direttamente determinando le proporzioni, ma possono essere dedotti dai tre rapporti di base.

Negli Stati Uniti l’equilibrio tra il riflesso ed il fuoco é leggermente diverso che in Europa.
Gli americani prediligono diamanti con un fuoco (scintillio) molto accentuato e quindi un diamante con proporzioni americane “ideali” ha una tavola più piccola ed una corona più alta.
In Europa si apprezza molto di più un diamante a forte riflesione e quindi molto brillante, con una corona più bassa ed una tavola leggermente più larga.

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